La mia Libertà
A tre anni, già sapevo
che la libertà
era gioia e sorriso, ma,
questa vaga parola,
(m’aveva avvertita papà)
costa cara
non fa sconti, niente e nessuno
la regala.
Per questo s’incrina la voce
alla parola Libertà.
Guardo in alto quel puntino che si libra in cielo;
Sei tu colomba, fiore, foglia, farfalla ?
Raggiungerti ? Sospiro profondo, mi commuovo.
Per noi donne, liberarci, ha significato spesso
restare sole, piangere lacrime nere,
strapparci con le unghie la carne di dosso,
rischiare gravi perdite affettive e rendite
sicure.
Fin dalla genesi un padre disumano
ci ha escluse, cacciate dall’albero del sapere.
Un gomitolo lungo millenni di storia
ci avvolge stretto come un bozzolo di filo
spinato.
Lacerante sottrarsi all’altrui
soggezione,
doloroso riscattare la nostra dignità.
Ma la consapevolezza mi ha resa libera,
con il contributo degli anni trascorsi: l’Età!
Ora , come farfalla cangiante, sei tu che
mi corri incontro ambigua amica- Libertà !
Ed io t’accolgo gioiosa, a braccia aperte ,
ti sento infine e volo con te leggera e danzo …
e rido …e canto : ” Sempre libera degg’io.”
Lucia

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