Rimpalla le sillabe
si trastulla con gli echi
Funambolo
nei giochi
su una corda
di violino.
Il poeta si abbandona
in attesa della parola che risuona,
e che in verticale
sale
da un filo d’erba
o da uno stelo
Il poeta
Se incontra le spade del doloreLe sfila dal petto a una a una
le lucida con le parole
le rende inoffensive
con il verso
E scrive memorie
di guerre tra dei.
Il poeta
è sensibile alle foglie che cadono
a quelle che resistono
a quelle che escono dal ramo
quando la natura
è a compimento
Il poeta
con lo smarrimento
dei poeti
Osserva e compone
Il poeta
è sensibile al rumore delle stellefrequenta il mare delle maree
Raccoglie in una coppa
gli umori della luna,
(Santo Graal dei poeti).
E beve
Il poeta
sussurra alle pietre schegge di parole
Scrive
con l’humus della terra
Nelle foglie decomposte
Nello scroscìo rapido
di acqua limpida
Nel fango limaccioso
e fetido
il poeta legge
risposte
Il poeta
dalla marea prende conchiglie
per sentire l’ira delle onde
Il poeta
ruba il soffio del vento
Il poeta
vede il presente dentro
la conchiglia vuota
vede il futuro nella parete bianca
e il passato
nella stagione che avanza.
Il poeta
resta spesso in attesa.
Come l’isola
il poeta
si circonda di mare profondo
Su cui lascia una barca senza remi
Per essere raggiunto
A fatica.
Marisa Settembre 2012

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