[...] La poesia vuole essere detta, vuole
respiro, saliva, corpo, voce. Vuole uscire dalla polvere della pagina scritta,
dalla letterarietà, dalla camera chiusa del pensiero, sbavarsi in una bocca
che porta bene impressa la terra in cui è nata, il pane che ha mangiato, il
vino che ha bevuto. La poesia vuole diventare musica. È culto visivo: se si è
in tanti ad ascoltarla allora diventa la festa di tanti, una festa del dire e
dell'udire.
Mariangela Gualtieri
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