Mi sono fermata
ho riposato,
ho guardato a te sorella Luna
quanta vita trascorsa.
Goccia a goccia
ho bevuto ogni notte
nel tuo argeo calice
il fatale carico delle illusioni,
di quando mi avvolgevano
spingendomi al domani
i venti marini.
Luna,
da consigliera perpetua,
hai vissuto con me
nel chiaro silenzio notturno
i cerchi senza fine
dei tradimenti...
Quando i passi lontani
risuonavano più forti
e non osavo guardare l'odiata porta.
Brillanti come stelle
cadono le lacrime,
tu Luna ancora stupendomi
m'incanti.
Francesca, 9 luglio 2012

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